Sito storico
L'apparato monumentale (nella più vasta accezione) del contesto urbano, quale oggi si offre all'osservazione del visitatore, testimonia largamente le varie fasi della vicenda storica patavina. Se, difatti, non è più presente alcuna traccia delle (supposte) origini preistorico-leggendarie, ogni altra fase cronologica ha lasciato tangibili manifestazioni in altrettanti luoghi salienti e caratteristici, a partire dall'Arena romana, passando per le varie cinte murarie, torri medievali, palazzi di età signorile, chiese ed altri luoghi di culto (cristiani e non), edifici simbolici del potere civile, templi della cultura (il Bo, l'Orto botanico), fino ad espressioni di architettura d'avanguardia (quali, ad esempio, il monumento di Daniel Libeskind ai caduti delle Torri Gemelle di New York, o la Torre Net). Architetture religiose Lo stesso argomento in dettaglio: Chiese di Padova e Comunità ebraica di Padova. Basilica di Sant'Antonio da Padova Tra i luoghi di culto cattolici, il maggiore è la basilica cattedrale di santa Maria Assunta sede della diocesi di Padova, ma è altresì importante la pontificia basilica di sant'Antonio, santuario internazionale e tra le principali mete del turismo religioso al mondo. In Prato della Valle sorge poi la basilica di Santa Giustina, abbaziale, che ospita insigni reliquie. Numerose sono i luoghi di culto: le chiese romaniche di Santa Sofia, di San Nicolò ed il Battistero; le chiese gotiche degli Eremitani, di Santa Maria dei Servi, di San Francesco Grande; le opere dello Scamozzi: di San Gaetano e di Ognissanti; infine la grande Basilica del Carmine, il Santuario di San Leopoldo Mandic e il cimitero Maggiore di Padova, costruito nell'Ottocento. La Sinagoga di Padova, situata nella zona centrale del ghetto (adiacente alle piazze) con gli antichi cimiteri ebraici – situati nella contrada Savonarola – testimoniano la vivace attività della comunità giudaica nella città. Architetture civili Palazzo della Ragione in Piazza delle Erbe Caffè Pedrocchi Palazzo Comunale, municipio cittadino, di cui fa parte il Palazzo della Ragione. Palazzo del Bo, sede storica dell'università Arco Valaresso Torre dell'Orologio Caffè Pedrocchi, il "caffè senza porte" Loggia del Consiglio Palazzo Liviano, sede della facoltà di lettere e filosofia dell'Università Palazzo del Monte di Pietà in piazza del Duomo, attuale sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo Palazzo del Monte di Pietà Vecchio Centro Culturale Altinate Loggia Amulea Loggia dei Carraresi Prato della Valle Palazzi di Padova Palazzo Zacco al Prà Loggia e Odeo Cornaro a Palazzo Cornaro, il primo teatro dell'età post classica Palazzo Angeli Palazzo Sambonifacio in contrà Scalona Palazzo Maldura, altra sede storica della facoltà di lettere e filosofia dell'Università Palazzo Zuckermann, sede distaccata dei Musei Civici agli Eremitani Palazzo Zabarella, sede di mostre ed eventi culturali Palazzo Cavalli alle Porte Contarine, sede della scuola di ingegneria, del dipartimento di geoscienze e di istituti dell'Università Palazzo Mussato Palazzo Grimani Palazzo Mocenigo Palazzo Capodilista Palazzo Papafava dei Carraresi, che nel periodo della Repubblica di Salò divenne sede del Ministero dell'Educazione Nazionale Palazzo Pisani de Lazzara Villa Molin Palazzo Zacco al Prà Palazzo Sacerdoti in Prato della Valle uno degli edifici più caratteristici della città, fu progettato nel 1922 dall’ingegnere Augusto Berlese (1884-1941) in uno stile che risente di suggestioni di vario tipo (liberty, romanico, bizantino). Portici Uno scorcio dei portici nel centro cittadino I portici del centro di Padova si sviluppano per circa 25 km, issando Padova al secondo posto dietro a Bologna, che possiede una rete di portici estesa e ramificata come nessun'altra in Europa. La costruzione dei portici in città è un'antica tradizione, se ne trovano in stile romanico, gotico, rinascimentale, neoclassico e moderno. Originariamente lo sviluppo totale era maggiore, ma dopo che Padova fu sottomessa dalla repubblica di Venezia (1405), diverse famiglie nobiliari eliminarono segmenti di porticati per dare risalto alle facciate dei propri palazzi. Architetture militari Lo stesso argomento in dettaglio: Mura di Padova. La città dal periodo medievale in poi ha avuto tre cerchie di mura che fortificavano la città succedutesi nel tempo. La prima cerchia, costruita tra il 1195 e il 1210, è quella delle mura cosiddette "comunali" perché eretta durante il periodo del libero comune padovano. Essa cingeva la parte più centrale della città, la cosiddetta "insula" poiché interamente circondata da canali (oggi in parte scomparsi). Di questa cerchia restano tre porte: due di esse ancora oggi transitabili (porta Molino, porta Altinate, porta della Cittadella Vecchia) mentre una terza fu inglobata nel Trecento nelle strutture del Castelvecchio. Inoltre rimangono numerosi tratti della cinta muraria lungo l'antico percorso, spesso inglobati tra costruzioni moderne. Nel corso del Trecento, con l'espandersi delle aree urbanizzate furono realizzate, in vari momenti, le mura cosiddette "carraresi" perché costruite in gran parte durante la signoria dei Da Carrara. Di queste mura restano pochissimi resti visibili in alzato, e sono perlopiù inglobate in altre costruzioni e fortificazioni rinascimentali. Queste mura di stampo ancora medievale resistettero, con opportuni adattamenti, all'assedio che Padova subì nel 1509 ad opera delle truppe della lega di Cambrai. In seguito a questo assedio la Serenissima decise di dotare la città di una nuova cerchia di mura adatta a resistere all'introduzione dell'artiglieria nelle tecniche di guerra. I lavori iniziarono nel 1513 per andare avanti circa fino alla metà del XVI secolo. Questa cerchia è ancora esistente quasi per intero seppur in diversi stati di conservazione a seconda dei vari tratti. Il suo perimetro è di circa 11 chilometri, con 20 bastioni e 6 porte (sulle 8 originarie). Queste mura sono solitamente denominate "veneziane" o "rinascimentali". Aree naturali Lo stesso argomento in dettaglio: Aree verdi di Padova. L'orto botanico di Padova Secondo dati del 2005, la città di Padova può vantare 2,5 km² di verde pubblico, di cui 1,7 km² di verde attrezzato (compresi i parchi-giochi per bambini, le piste ciclabili, i campi polivalenti ecc.), che corrispondono al 2,7% della superficie comunale. Nel 2006 Padova ha vinto il primo premio La città per il verde, assegnato in occasione della manifestazione Euroflora svoltasi a Genova.[30] Tra gli spazi verdi spicca l'Orto botanico di Padova, patrimonio UNESCO ed il Parco Treves de Bonfili progettato da Giuseppe Jappelli.